Piatti tipici
Mes-ciua
La mescciüa, scritto anche mesc-ciüa o mes-ciüa (con "sc" e "c" disgiunte e la "ü" francese accentata), è un piatto tradizionale della cucina spezzina.
Tipica pietanza della cosiddetta "cucina povera", la mescciüa è una zuppa di legumi e cereali, preventivamente lasciati macerare in acqua (per almeno 24 ore i fagioli secchi e il grano, per 48 ore i ceci) e successivamente fatti bollire con tempi di cottura differenti. I diversi ingredienti vengono poi uniti in un'unica pietanza, condita con olio extravergine d'oliva e pepe in grani.
Nel dialetto spezzino il termine "mescciüa" significa "mescolanza" e deriva dalla circostanza che la zuppa era tradizionalmente preparata nella zona del porto dai pescatori con ingredienti scelti in maniera del tutto casuale e mescolati tra loro.
La sua origine sembra risalire al XIV secolo nei borghi della costa occidentale del Golfo dei Poeti, ma è molto probabile che il piatto abbia origini arabe.
Fonte: wikipedia
Panigacci
Hanno la forma di una piadina e si possono gustare con salumi e formaggi.
Fatti con acqua e farina e si preparano mescolando gli ingredienti ad ottenere una pastella fluida. Tale pastella viene quindi versata nei testi di terracotta, precedentementi lasciati arroventare su di un fuoco vivace, viene fatta una pila di testi in modo tale che la pastella si cuocia sopra e sotto. Una volta "smontata" la pila si servono in cestini di vimini e usati come companatico di salumi affettati e formaggi cremosi.
Fonte: wikipedia
Testaroli
Fatti con acqua e farina (anticamente farro), si preparano mescolando gli ingredienti in una pastella fluida cotta a legna per alcuni minuti a formare una specie di crespella di alcuni millimetri di spessore. La cottura avviene in particolari contenitori chiamati testi, un tempo in terracotta, oggi anche in ghisa.
I sottili dischi di pasta vengono tagliati a quadretti o rombi di pochi centimetri di lato. Si versano quindi i testaroli in acqua bollente aggiungendo a copertura qualche foglia di castagno e facendoli cuocere a fuoco spento per pochi minuti. Si condiscono col pesto, con olio e formaggio pecorino, oppure con pomodoro o con sugo ai funghi porcini.
Fonte: wikipedia
Farinata
La farinata di ceci è una torta salata molto bassa, preparata con farina di ceci, acqua, sale e olio di oliva. Si cuoce in forno, in teglia, e assume con la cottura un vivace colore giallo
Fonte: wikipedia
Sgabei
Si tratta di pasta per il pane lievitata, tagliata a strisce, fritta, e salata in superficie che viene tradizionalmente consumata al naturale o farcita con formaggi o affettati. Ultimamente non è però infrequente che lo sgabeo venga proposto anche come dolce, ripieno di crema pasticcera o cioccolata.
Fonte: wikipedia
Gattafin
Il piatto ha origine dalla raccolta di erbe selvatiche da parte dei lavoratori di una vecchia cava di pietra in località "la gatta", nelle vicinanze di Levanto e utilizzate dalle loro mogli per preparare questo piatto, chiamato quindi "finezza della gatta" ovvero Gattafin. La preparazione è ancora oggi soltanto locale, anche se l'Associazione "Sapori di Levanto", per tutelare questo piatto tradizionale, ha voluto registrare la denominazione, depositando il marchio "Gattafin". Una spiegazione più ricercata dell'etimologia fa risalire le origine del nome a gattafura, parola trecentesca che indica "rafioli" e torte. Sia Maestro Martino, uno dei cuochi più famosi del XV secolo nel suo De arte Coquinaria, sia Bartolomeo Scappi, cuoco segreto di papa Pio V, ci hanno lasciato notizie sulla Gattafura. Nel libro V della sua celebre Opera (1570) ci riporta la ricetta della Gattafura alla Genovese, una torta di erbe e formaggi, simile alla più recente torta pasqualina. Da oltre 500 anni in Liguria, e non solo, imprigioniamo le verdure tra due strati di pasta. Venne poi il tempo in cui le torte di verdure si evolsero in ravioli che nel Rinascimento era d'uso consumarli fritti.
Fonte: La vetrina di Agriligurianet.it - Regione Liguria 2006





